giovedì 11 febbraio 2010

Goodbye Pink Sheep!

Amava definirsi "The Pink Sheep" - la pecora rosa - della sua famiglia, Alexander McQueen. L'eccentrico stilista oggi ci ha lasciato, nell'incredulità mondiale, e credo non ci sia maniera migliore di rendere tributo al suo genio creativo se non cominciando il mio blog proprio con lui.













E' stato trovato nel suo appartamento di Londra, a soli 40 anni, e secondo il tabloid inglese Sun si sarebbe suicidato perchè depresso in seguito alla scomparsa dell'amata madre.
Alexander McQueen

Il suo genio creativo si è rivelato sin da subito: già all'età di 20 anni si trasferisce a Milano, dove lavora come pattern-cutter da Romeo Gigli, e l'anno dopo si trasferisce a Londra, dove studia presso la scuola per designer più importante del mondo, la Saint Martin School of Art. Il suo talento viene ben presto scoperto e apprezzato persino da Isabella Blow, icona di stile e famosa fashion editor, che lo accoglie sotto la sua ala protettrice e diventa la sua più cara amica. Tra le sue più devote sostenitrici,Sarah Jessica Parker,Victoria Beckham, Kate Moss e Lady Gaga. Prestigiose le sue collaborazioni:l' "enfant terrible" della moda lega il suo nome a Givenchy, come successore di John Galliano, e Gucci acquista il 51% della sua etichetta, prima di realizzare le proprie collezioni personali, sempre trasgressive, stravaganti ,teatrali e shockanti, che gli valsero l'appellativo di "Hooligan della moda inglese". Sapeva ogni volta trasportarci in mondi diversi, eccezionalmente magici: dalla collezione "The girl in the elm tree",presentata a Parigi nel febbraio del 2008, e descritta così da Sarah Mower su Style.com:

(After a trip to India, the designer worked like a fiend for months in his studio, with images of Queen Victoria, the Duke of Wellington, and the Indian Empire running through his mind /Style.com)




"Whatever had triggered this new lease of inspired design, it went further than the mere rendition of fanciful costume for the sake of telling a story. Importantly, McQueen finally found it in himself to quash the confining, uptight carapace that had held back former collections, replacing it with a new sense of lightness and femininity. Meanwhile, for all the transporting spectacle and extravagance, the narrative never submerged the sense that, within this wonder, there's plenty to wear, too. "


















a quella dedicata a Charles Darwin e al suo"L'origine della specie".Leit motiv:i rettili.Qui scopre il suo lato ambientalista, portando in passerella creazioni che ripropongono motivi naturali in sofisticati tessuti piumati,chiffon,morbide shilouettes,corsetti e ricami, stampe floreali, il tutto all'insegna della femminilità e delicatezza più, paradossalmente, marcate, che costituivano il suo punto di forza. Figure teatrali, o,meglio,"intergalattiche", distanti ed eteree.









E come dimenticare, recentemente, le "Armadillo Shoes", più che scarpe,sculture tenacemente respinte da modelle come Sasha Pivovarova e Natasha Poly?









Ecco l'idea di donna che aveva in mente:




'When you see a woman wearing McQueen, there's a certain hardness to the clothes that makes her look powerful. It kind of fends people off. You have to have a lot of balls to talk to a woman wearing my clothes.'(fonte:http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1250252/Alexander-McQueen-A-life-fashion.html). Come dubitarne del resto, vedendo, per esempio, la sua collezione Fall-Winter 2009-2010?
from the 1996 collection
(Fall - Winter 2009-2010, Paris)

Potere, emozione, energia vibrante, talvolta gelida; forza e fragilità, contrasti interiori, demoni mai esorcizzati, severità e leggerezza riassumono i punti di forza di Alexander McQueen; e a noi,non ci resta che piangerlo.


(Alexander McQueen con Sarah Jessica Parker al Costume Institute Gala at the Metropolitan Museum of Art in New York nel 2006)

1 commento:

  1. Beautiful pictures!

    Judith
    http://couture-and-beauty.blogspot.com/

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